Sheva schiavo della moglie

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Silvio Berlusconi e il trasferimento dell’ucraino al Chelsea: “Un vero uomo non si sarebbe comportato così. In casa mia sono io che comando. Shevchenko, invece, quando lo moglie lo chiama e lo manda sotto al letto, corre come un cagnolino”

Il destino di questa stagione rossonera è un continuo rimbalzo tra passato e presente. Il passato, manco a dirlo, ha le sembianze di Andriy Shevchenko. Però il distacco dal campione ucraino diventa ogni giorno più netto e le frasi di Silvio Berlusconi, pronunciate mercoledì notte all’uscita dalla cena di Natale del Milan, lo dimostrano: “Un vero milanista e un vero uomo non si sarebbe comportato così. In casa mia sono io che comando e decido cosa fare. Shevchenko, invece, quando lo moglie lo chiama e lo manda sotto al letto, corre come un cagnolino”. Frasi forti, che dimostrano la delusione per la scelta di Andriy: una decisione della moglie che il giocatore ha solo subito, come ha dichiarato lo stesso Berlusconi mercoledì. Poi il presidente del Milan ha commentato l’attuale primato dell’Inter: “E’ in testa, magari riuscirà a vincere dopo 12 anni di sconfitte. Stiamo dando solidarietà ai cugini, vorrà dire che per i prossimi 12 anni torneremo a vincere noi”.

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